Storia del Museo

Breve riassunto della storia del Museo Paleontologico di Priabona

Il Museo dei fossili di Priabona è stato inaugurato nel 1990 con l’allestimento di un’unica sala dedicata ai geologi francesi Ernest Munire-Chalmas e Albert De Lapparent, che nel 1893 proposero l’istituzione dello Stratotipo Priaboniano.

Pur se modesto, esso offriva al visitatore una chiara panoramica degli eventi geo-paleontologici che caratterizzarono i periodi di tempo che vanno dal Cretaceo al Miocène (da 65 a 10 Milioni di anni fa).

Nel 2004 è stata aggiunta un’ulteriore piccola sala dedicata al naturalista Aldo Allegranzi, nella quale si possono osservare i mutamenti e le trasformazioni del nostro territorio in uno spazio di tempo molto più vicino a noi riguardante il periodo delle glaciazioni. Pochi ma significativi reperti, accompagnati da pannelli disegni ed illustrazioni, offrono una panoramica del Quaternario, recentemente inglobato nel Terziario, (da 2,6 Milioni di anni fà ad oggi) epoca che coincide con la comparsa dell’uomo sulla terra.

Due anni dopo, nel 2006, si è inaugurata una terza sala, dedicata al Dr. Andrea Rigoni. Coloratissime illustrazioni e stupendi reperti, descrivono “il nostro ambiente” durante il periodo oligocènico (da 36 a 24 Milioni di anni fa). Frutto di tutto ciò, è lo studio condotto dal Prof. Andrea Tintori, dal Dott. Paolo Gentile e dalla Dott.ssa Lucia Lops dell’Università Statale di Milano. Dall’esame scrupoloso di numerosi denti di pesci ed altri fossili quali coralli, alghe, spugne, rudiste ecc… in gran parte raccolti nel nostro territorio, sono risaliti alle specie d’appartenenza e quindi all’ambiente che li ospitava: un clima tropicale, con un mare dalle acque limpide e poco profonde, cosparso di isolotti vulcanici attorno ai quali alghe e coralli costruivano le loro barriere ed atolli. In questo habitat, frequentato sporadicamente da qualche splendido esemplare di squalo, vivevano e trovavano rifugio crostacei, molluschi e numerose varietà di pesci d’ogni colore, forma e dimensione.