Monte di Malo: piccolo gioiello di Natura e Scienza

Posted 17 Giugno 2010   Museo, Priaboniano

UN TESORO TUTTO NOSTRO, UN PATRIMONIO DA SALVAGUARDARE

Alcuni geologi italiani e stranieri, dopo aver visitato le nostre “colline di corallo”, hanno espresso queste testuali parole: “Il territorio di Monte di Malo è un piccolo stupendo parco naturale, una gemma a cui non manca proprio nulla: fossili, lo Stratotipo Priaboniano, il grandioso fenomeno carsico del Buso della Rana, un paesaggio incantevole, panorami mozzafiato ma anche magnifici aspetti di cultura popolare, storica, artistica, folcloristica, mitologica. Aspetta solo di essere decorosamente valorizzato”. E’ vero anche per noi, residenti o visitatori di Monte di Malo. Il nostro territorio collinare generosamente offre a chi è attento i suoi tesori ed apre i suoi scrigni segreti. Qualche esempio.
Nei friabili tufi della Val Grande alcuni ricercatori del Centro Studi del Priaboniano nel 2000 si sono trovati tra le “grinfie” due grossi pezzi di legno simili a quelli usati dal buon Geppetto per costruire il suo celebre burattino. Con un’anomala sudorazione e gli occhi sbarrati per lo stupore, constatarono che si trattava di legno pietrificato di circa 45 milioni di anni fa (l’età di mio nonno!!). Tagliato e lucidato, rivelò gli anelli di crescita ed i vasi linfatici riempiti di ambra. Ora alcuni campioncini e le fotografie al microscopio sono in alcune università: in Italia, negli USA e nel Centro palinologico di Utrecht in Olanda. Dovrebbe trattarsi di pezzi di una conifera piuttosto stagionata. Ricordate come lavoravano i cercatori d’oro setacciando le sabbie dei fiumi? Ebbene, anche gli instancabili amici del Museo di Priabona, setacciando le sabbie delle nostre piccole valli, annusandole ed esplorandole con la lente d’ingrandimento, hanno scoperto e raccolto smeraldo, topazi, rubini, diam…… ma che cavolo sto dicendo? Hanno scoperto e raccolto quasi 2000 dentini di pesci fossili di barriera corallina di 30 milioni di anni fa (posso sbagliarmi di qualche giorno, vero?). L’università statale di Milano li ha studiati, ha prodotto due (dico 2!) Tesi di Laurea estremamente interessanti e sta preparando sei spettacolari pannelli esplicativi e cinque pesci tropicali mummificati per l’allestimento nel Museo di Priabona di una nuova sala dedicata ai nostri dentini… Eh si! Signori! Qui c’era il mare, c’erano i coralli con tutto il policromo corredo di pesci tropicali (accipicchia… che ambiente da sogno!).
In alcuni pozzi intasati di argilla delle nostre cave di calcare, dal 1955 al 1960, sono stati scoperti ed in parte recuperati resti ossei di animali (non la classica “ganassa de mas-cio!”) vissuti prima e durante l’ultima e più recente glaciazione (Wurm) in un arco di tempo compreso tra 130.000 e 10.000 anni fa. Una storia da “telenovela”. Lo scheletro di un gigantesco rinoceronte fu fracassato a colpi di piccone e di mazza dagli scavatori. Per fortuna un marmocchio ficcanaso (lo scrivente) riuscì a recuperare dieci pezzi circa tra cui un bellissimo molare in avorio oggi esposto al Museo di Priabona (se pensiamo che nessun Museo in Europa possiede uno scheletro intero di rinoceronte fossile…!).
Altro fossile raro è un cranio quasi completo di ghiottone noto come “orsetto delle nevi” moto aggressivo ed estinto nell’Europa centro-meridionale circa 10.000 anni fa. Dopo aver raccolto nelle cave un numero di ossicini di micromammiferi (morèje, sorci, pantegani, arvicole, topi…) tanto da poter ricostruire una scheletrica torma di famelici topi alla cui vista sarebbe svenuto anche il celebre “pifferaio magico”, finalmente fu scoperto un autentico ossario di animali di clima freddo: marmotta, gallo cedrone, lupo, orso delle caverne, bisonte ed alce. Il reperto più interessante e commovente è lo scheletro completo al 70% di alce di circa 50.000 anni fa. Si tratta di un caso unico in Italia: una giovanissima femmina deceduta di parto e vari ossicini del feto. Tutto questo ed altro è documentato nella nuova saletta del Quaternario dedicata ad un nobile e ammirato maestro della ricerca: Aldo Allegranzi di Vicenza. Vieni a visitare il Museo paleontologico di Priabona, aperto ogni prima domenica del mese dalle ore 15.00 alle ore 18.00 e, su appuntamento (cerca i contatti su questo stesso sito), per gruppi, comitive e scolaresche. Oppure associati gratuitamente al gruppo “Amici del Museo” che si riunisce l’ultimo giovedì di ogni mese nel Museo alle ore 20.30. Arrivederci!

Articolo di Gasparella Renato.